normative sul cbd

Cosa dice la legge sul CBD? Una panoramica in Italia e all’estero

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Cosa dice la legge sul CBD?

La coltivazione della canapa in Italia è regolamentata dalla legge 2/dicembre 2016, n. 242, “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” ed è entrata in vigore il 14 gennaio 2017. Con questa legge si stabilisce che “La coltivazione delle varieta’ di canapa … e’ consentita senza necessita’ di autorizzazione” e che “… qualora all’esito del controllo il contenuto complessivo di THC della coltivazione risulti superiore allo 0,2 per cento ed entro  il limite dello 0,6 per cento, nessuna responsabilita’ e’ posta a carico dell’agricoltore che  ha  rispettato  le  prescrizioni  di  cui  alla presente legge”

Quindi prima di acquistare o produrre prodotti di cannabis light, assicuratevi sempre che il contenuto di CBD rispetti i limiti.

 – I nostri prodotti presentano tutti una % di THC inferiore allo 0.2% –

Qual è la situazione nelle altre nazioni? Con tempi di risposta diversi ogni Stato si sta adattando e pare si inizino a comprendere i reali benefici di questa sostanza.
In Europa la maggior parte degli stati ne consente la produzione e il consumo, ma c’è anche chi ne limita o ne vieta totalmente la diffusione.

Uno tra questi è il Belgio. La Canapa Sativa infatti fa parte delle piante che non possono essere coltivate, stesso destino per il CBD in Slovacchia

Molti sono gli stati in cui il consumo e la produzione sono limitati.

Tra questi c’è la Germania. Secondo la legge è consentita la vendita di prodotti a base di CBD solo a scopo medico, commerciale e per essere coltivato. È escluso l’uso ricreativo. Il contenuto di THC deve in ogni caso essere inferiore allo 0,2%. Sono seguite rettifiche e precisazioni che fondamentalmente hanno portato la situazione del CBD in Germania allo stato attuale: i fiori di CBD sono illegali, l’olio (isolato) è considerato un farmaco, quindi va assunto sotto prescizione medica, il caffè e il thè a base di CBD sono collocabili in un limbo visto che la legge non è chiara a riguardo. È liberamente vendibile l’olio a spettro completo, purchè il livello di thc sia inferiore allo 0.2%

In Irlanda è legale unicamente l’olio estratto con pressatura a  freddo, altri metodi, come l’estrazione tramite CO2 o con altri solventi è illegale

In Norvegia, che non fa parte dell’EU, perché un prodotto sia vendibile deve avere una percentuale di THC pari a zero, stesso discorso in Svezia.

In Russia la situazione è un po’ controversa perché sono vietati il THC, i suoi isomeri e i derivati del tetracannabinolo. Il cbd non è presente nella lista anche se è atutti gli effetti un isomero del THC.

In Usa la situazione varia da stato a stato. In generale è legale nella maggior parte degli stati, alcuni con restrizioni o richiesta di certificazioni. Non ci sono restrizioni in Illinois, Hawaii o new Jersey, mentre non sono ammessi alimenti a base di CBD in California.  È assolutamente vietato in Idaho, Iowa e Sud Dakota. Se vuoi vedere la lista completa negli USA la trovi qui . A questo link una mappa riassuntiva di tutto il mondo 

In ogni caso è sempre meglio informarsi preventivamente e in maniera approfondita sulle norme che regolano il consumo di CBD in una determinata nazione. 

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